Considerare ogni pagamento all’importazione come un costo definitivo può sovrastimare il valore del robot da cucina. Se l’importatore ha diritto a recuperare l’IVA, l’imposta può richiedere liquidità temporanea senza rientrare stabilmente nel costo delle scorte.

Il diritto dipende dalla normativa effettivamente applicabile e dalla posizione dell’importatore. Non viene presunto per ogni impresa, spedizione o destinazione.

Il diritto al recupero non coincide con la data del pagamento

Una voce chiamata «IVA» nel preventivo non dimostra da sola che la vostra impresa possa recuperarla. Occorre che il diritto risulti dai requisiti e dai documenti previsti dal regime applicabile.

Anche con un diritto accertato può restare uno sfasamento temporale. Pagare ora e detrarre o recuperare più avanti richiede un finanziamento. La detrazione da un debito fiscale successivo non è denaro rimborsato all’arrivo della merce. Le modalità consentite possono cambiare questo calendario.

Due totali per rispondere a due domande

Esempio ipotetico: gli importi servono solo a illustrare il calcolo; non sono un nostro preventivo né prezzi di mercato.

Supponiamo che un importatore avente diritto riceva 100 robot da cucina. Merce e costi non recuperabili fino al magazzino ammontano a 15.000 €. L’importatore paga inoltre in anticipo 3.000 € di IVA all’importazione, ipotizzata interamente recuperabile. Valuta e importi sono illustrativi e non rappresentano un’aliquota prevista dalla legge.

Il fabbisogno di liquidità all’arrivo è di 18.000 €, cioè 180 € per apparecchio. Il costo delle scorte esclude i 3.000 € recuperabili e resta di 15.000 €, ossia 150 € per apparecchio. Usare 180 € come costo permanente lo sovrastima; finanziare solo 150 € lascia scoperto il versamento iniziale dell’imposta.

Se il recupero non è consentito, il calcolo cambia. Il trattamento deve seguire il diritto accertato, non il margine che si vuole ottenere.

Distinguete nel prospetto d’importazione il totale del costo delle scorte dall’esborso all’arrivo, riservando la voce dell’imposta recuperabile agli importi sostenuti da un diritto accertato.

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